
E' giunto il momento di analizzare quest'ultima Domenica di campionato prima della sosta per le Nazionali.
La giornata si apre con la vittoria all'ultimo istante regalataci dal buon Wesley, con un tocco morbido, quasi da biliardo, che sembrava non entrare mai..
Un pareggio sarebbe stato assolutamente immeritato, anche se, in onestà, Di Natale poteva prendersi i tre punti pochi minuti prima.
L'Inter sale in vetta alla classifica, attendendo che, in stile giornalismo prostituito moderno, le altre la raggiungano, nonostante fossero, loro, in testa.
Tre punti grazie a Sneijder, ex numero 10 del Real Madrid, pagato 16 milioni.
Palla, quindi, alla "Juve di ferro" di Monaco.
I bianconeri si presentano a Palermo puntando forte su Diego Armand.... hem, Diego, ex numero 10 del Werder Brema, pagato 25 milioni, e sul fenomenale Felipe Melo, ex numero 88 della Fiorentina, pagato 25 milioni.
Ne vengono fuori 90 minuti di bellissimo e incontenibile Palermo, mentre i fabbri binaconeri non sanno che pesci pigliare.
Diego non tocca un pallone; Chiellini e Legrottaglie, come sempre, sono inguardabili e goffi; Melo, oltre che dare calci e perdere palloni, non fa altro; Camoranesi ringrazia Orsato che non lo spedisce a farsi la doccia; Amauri (un centravanti che non segna da 8 mesi; mica male!) e Iaquinta, come da loro caratteristiche, corrono e sgomitano, ma poco altro; Grosso pensa più a baciare la foto di Lippi che porta nei pantaloncini, che a giocare.
Colui che "nun e' fess" inizia a mandare in campo gente come Grygera e De Ceglie, sperando che serva a qualcosa.
Intanto, Miccoli , Cavani, Simplicio, Bresciano e Pastore, provano e si allenano su vari schemi di attacco.
Certo, Zebina, Padre Nicola, Chiellini e Grosso, non rappresentano un buon test. (Lippi, io un pensierino su Zebina naturalizzato, lo farei..)
Il Palermo e Zenga surclassano la Juve e Ferrara.
Per la juve, neppure un tiro in porta, se non una traversa su punizione dal limite, inventata da Orsato.
Zeru giustificazioni; non basta neppure Compagnoni che evoca, quasi come una data Giubilare, quasi come un evento carico di significati magici, quasi come un evento storico degno del D-Day, la vittoria dell'Olimpico contro la Roma, con doppieta del divino Diego, su gentile consessione di una squadra di cadaveri, un allenatore dimissionario, Cassetti e Mexes.
Nel pomeriggio, intanto, si consumava, a Bergamo, una nuova puntata de "L'Armata brancaLeonardo"
La squadra di simpatici circensi milanisti, guidata da un uomo sull'orlo di una crisi che neppure un Dottor House in forma riuscirebbe a curare, da un'altra dimostrazione di forza.
Manco a dirlo, l'Atalanta va in vantaggio e non porta a casa i tre punti solo perche' l'arbitro caccia un ragazzino, reo di non chiamarsi Gattuso o Flamini.
Comincia l' "assedio" milanista, un assedio che un paio di ragazzini con un liquidator respingerebbero tranquillamente.
Segna, udite udite, il beone sovrappeso, su assist di uno stopper. Scene di giubilo, esultanze che neppure un mondiale, l'homo abilis Gattuso che balza dalla panchina per stringere la mano alla zavorra brasiliana, Pellegatti che, chissa', avra' pensato: "ora andiamo a prendere l'Inter! Urge tabella".
Devo ammetterlo; e' stata una Domenica simpattica.
Ora godiamoci la Juve di Lippi.. ah, no, l'Italia di Ferrara... mmhh..no, aspetta...
Vabbe', facciamo l'Irlanda del Trap



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